Quando una coppia decide di andare a vivere insieme in una casa in affitto, una delle scelte più frequenti è intestare il contratto di locazione a una sola persona. Spesso si tratta di una decisione pratica, legata a requisiti reddituali o a richieste del proprietario. Tuttavia, questa impostazione può avere conseguenze rilevanti, soprattutto nel tempo o in caso di separazione.

Capire cosa comporta, dal punto di vista legale, può aiutare a evitare equivoci e situazioni spiacevoli.

Il rapporto con il proprietario: chi risponde davvero

Dal punto di vista giuridico, il locatore ha un solo interlocutore: l’intestatario del contratto. È lui (o lei) l’unico soggetto obbligato al pagamento dell’affitto, delle spese accessorie e al rispetto delle clausole contrattuali.

Anche se l’altra persona vive stabilmente nell’immobile e contribuisce economicamente, il proprietario non ha alcun rapporto diretto con lei. In caso di mancato pagamento o di danni, potrà rivalersi esclusivamente sull’intestatario.

Il partner non intestatario: convivente, ma senza diritti contrattuali

Chi vive nell’appartamento senza essere indicato nel contratto non è considerato conduttore, ma un semplice convivente. Questo significa che non ha diritti autonomi sul contratto di locazione e quindi non può opporsi a una disdetta oppure subentrare automaticamente nel contratto. Il suo diritto di abitare l’alloggio preso in locazione dipende interamente dalla posizione dell’intestatario.

Cosa accade se la coppia si separa

È proprio in caso in cui la coppia decide di separarsi che emergono le maggiori criticità. Se l’intestatario del contratto decide di andarsene, il convivente non intestatario non ha un titolo per rimanere e il proprietario può legittimamente chiederne il rilascio.

In modo analogo, se è l’intestatario a restare nell’immobile, questo ha il diritto di chiedere al convivente di andarsene, a prescindere dal fatto che abbia contribuito al pagamento dell’affitto o delle spese domestiche.

In assenza di accordi specifici, la legge non riconosce un diritto di abitazione al convivente non intestatario.

Il caso di matrimonio o unione civile

La situazione cambia se la coppia è sposata o unita civilmente. 

In questo caso, la normativa articola alcune tutele addizionali, in particolare per quanto riguarda gli immobili destinati a residenza familiare. In determinate circostanze, il coniuge o partner può subentrare nel contratto di locazione.

Pagare l’affitto dà qualche diritto?

È abbastanza comune pensare che contribuire economicamente all’affitto conferisca automaticamente dei diritti sulla casa. In realtà, dal punto di vista legale, il pagamento non modifica la posizione contrattuale: chi non è conduttore intestatario resta privo di diritti sulla possibilità di abitare sull’immobile. Eventuali versamenti possono rilevare solo nei rapporti tra i conviventi, ad esempio per una richiesta di rimborso, ma non incidono sul rapporto con il proprietario né sul diritto a restare nella casa.

Come prevenire problemi

Per evitare situazioni sbilanciate, la soluzione più semplice e sicura resta l’intestazione del contratto a entrambi i membri della coppia.

In alternativa, è possibile chiedere al proprietario di inserire il convivente come co-conduttore o formalizzare accordi scritti tra le parti, utili almeno a chiarire la gestione delle spese. Queste accortezze non eliminano ogni rischio, ma riducono sensibilmente le aree di incertezza. Anche la clausola contenuta nel contratto con la quale si concede di abitare l’immobile anche alle persone “attualmente conviventi con il conduttore” non ha rilevanza sulle obbligazioni contrattuali assunte dal locatore in quanto, naturalmente, il conduttore può essere libero di mantenere la relazione che ha al momento della stipula del contratto di locazione o di legarsi ad altri soggetti.

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Conclusione

Affittare casa in coppia con un solo intestatario è una scelta comune, ma non neutra. Dal punto di vista legale, crea una forte asimmetria: uno solo ha diritti e doveri verso il proprietario, mentre l’altro rimane esposto, soprattutto in caso di rottura del rapporto.

Conoscere queste implicazioni in anticipo permette di fare scelte più consapevoli e, se necessario, di tutelarsi prima che sorgano problemi.